Aradori e la conferenza 3.0 per una Virtus che punta al derby degli abbonati


Bagno di folla all’Arcoveggio per Aradori alla Virtus che cerca altri assi da calare per vincere il derby degli abbonamenti contro la Fortitudo

– di Alberto Bortolotti –

Oggi in Virtus presentazione di Pietro Aradori

Nel giorno del trionfo bianconero (il tesseramento di Aradori è uno dei massimi colpi di mercato della storia delle V nere) c’è solo una piccola ombra data dalle parole dell’esterne bresciano. A proposito di Rosselli dice testualmente “se dovesse rimanere”, il che fa temere che si possa verificare l’eventualità che ciò non accada. In attesa di una prossima diretta Facebook di un evento simile va intanto segnalato il buon lavoro “tradizionale” dell’emittente esclusivista (no, diversamente sembra sempre tutto da rottamare, una specie di Leopolda dei palloni), con tanto di intervista alla fidanzata che ci fa scoprire lati personali e umani del giocatore appena tesserato.
La Porelli è piena per uno di quei momenti a cui tutti vogliono partecipare. E ciò giustifica l’apertura ai tifosi, ancorché una conferenza stampa “open” non esista per definizione, o la si fa nei binari canonici, con i giornalisti, oppure è un’altra cosa, un happening: adorazione, applausi, selfie alla Taco e atti di fede. E’ il mondo 3.0, ci si deve adeguare e il sottoscritto non si adegua.

Aradori, come dice correttamente la sua morosa glamour, è un leader e si vede. In più, cosa che non guasta affatto, pare anche una persona “a modo”. Muteranno (inevitabilmente) gli equilibri di spogliatoio, ma assomiglieranno a quelli di Folgaria, o Torino: si intende che il tasso di “azzurro” sarà alto, specie dopo questo week-end – sogghignando Bucci e Baraldi non lo smentiscono -. La Virtus non sarà più la stessa, tre se ne sono andati e tre arrivano (più l’idea Lawal, 425.000 dollari offerti al nigeriano se sta bene), Ramagli dovrà usare di più le tradizionali “fruste” da panna montata, giri di frullatore a tutta velocità non sono consigliati (ma quelli sono, o meglio erano, tipici dell’altra metà dei cesti petroniani).

Sarà interessante verificare il numero di abbonati. Non credo di sbagliarmi se indico il numero dei virtussini tendenzialmente prossimo a quello dei fortitudini (vedrete, sarà il prossimo derby: unico inconveniente le chiappe bavose sui sedili piccioneschi e viceversa. Come si potrà mai fare, come si uscirà da un simile cul de sac?) o forse anche un filo più in alto. Poi, certo, dipende dai prezzi.

In piccolo, pare di essere tornati ad epoche belle, iper-competitive e, ahimè, lontanissime nel tempo. In Fortitudo addirittura vogliono mettere un altro lungo, una Torre…sì, anche verde, ma soprattutto biancoblù. Per provare a non restare troppo indietro. Cusin o Fall, per una squadra da A, Senza 2. A proposito del centro sportivo: ma c’è un accordo con TPER per una linea di bus? Come faranno i ragazzi ad andare ad allenarsi? E a proposito del Comitato, prodromo della Fondazione: ma gli aderenti oggi sono 4, 6 o 10? Infine una domanda alla Lega presieduta da Pietro Basciano: ma ha un senso lasciare Trieste, Treviso, Verona e Fortitudo nel medesimo girone? Sentiremo anche quest’anno ripetere il ritornello che Biella è la più forte di tutte?

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