Assurdità e verità si incrociano nel futuro della Fortitudo


Momento difficile per la Fortitudo Bologna dopo la sconfitta subita a Piacenza. Si aspetta il derby per capire che fare

di Luca Corbelli

Partiamo con ordine. La Fortitudo gioca, domenica scorsa, a Piacenza, una partita indecorosa; il suo allenatore, a mio avviso, mette insieme un teatrino ridicolo e poco efficace. Avete tutti una bella voglia di raccontarmi che lo ha fatto per spronare la squadra, ma personalmente lo ritengo un atteggiamento assurdo, perché, se la squadra era in confusione, con questo atteggiamento è stata ancora di più destabilizzata, e, comunque, poco aiutata a non subire un parziale troppo importante (che nel corso della partita stessa si è poi dimostrato incolmabile, come era facilmente intuibile, anche se il -4 aveva dato speranze diverse).

Fortitudo in azione contro Piacenza

Un’azione della gara contro Piacenza

Seguono arrabbiature varie, dichiarazioni dalle quali si evince che ci saranno possibili tagli imminenti e che il derby sarà lo spartiacque per capire chi deve restare o andarsene, perché se alcuni Giocatori non riescono a fornire una continuità di rendimento, non consone alle aspettative, alla riapertura del mercato prenderanno altre strade. E tante altre esagerazioni che sinceramente trovo fuori luogo.
La squadra ha giocato una partita orrida, lo abbiamo visto tutti. Ma viene da sé domandarmi: “C’è davvero bisogno di mettere tutta sta pressione assurda?”
Poi, per mettere la ciliegina sulla torta, leggiamo che il “Rick Majerus italiano” (cit.) dà la colpa ai Giocatori e minaccia dei tagli; che la Società, nel caso si ripeta un altra partita indecorosa, vuol far rimborsare la trasferta dei tifosi, sotto forma di multa, ai giocatori (cosa che non si può fare), quindi gli unici che si sbattono, il cui impegno mai è stato messo in discussione, sono gli unici che prendono la colpa di tutto? Non è ridicolo ?

fortitudoE aggiungo: se il giocatore non si impegna al massimo è colpa sua, ma se le sue capacità non sono all’altezza delle aspettative, il demerito non suo, dell’interessato, ma di chi lo ha scelto e di chi ha avallato tutto, aumentando le aspettative. Quel “chi” che fino a tre settimane fa dichiarava “Siamo la squadra da battere”, per poi aggiustare la mira arrivando a dire “Siamo tra le squadre favorite” per poi affermare, questa mattina, ad una trasmissione radio, “Vogliamo vincere il campionato”,  come se fosse automatico fare questo ragionamento: siamo arrivati a 40 minuti dalla Serie A, quindi quest’anno tocca a noi. Purtroppo non è così. E questa squadra, così com’è adesso, con tutti i suoi evidenti limiti, non è in grado di vincere il campionato. Ma la possibilità per migliorarla esiste: siamo a dicembre, si contestualizza solo il momento, nessun processo; si analizzano le cose viste e lette.  Lo so, è brutto da dire, si possono e si devono apportare le modifiche necessarie per provare a fare il massimo, senza guardare in faccia a nessuno, perché prima viene la Fortitudo, e poi tutto il resto.

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