Caos in A2 tra scelte della Federazione e diritti Sky


Si prospetta il caos in A2 dopo le scelte della Federazione e l’acquisizione dei diritti Tv da parte di Sky

di Alberto Bortolotti
img_6740E adesso le convocazioni in Nazionale sono anche diventate oggetto di scambio. Non è una fandonia che ci inventiamo, ma un virgolettato di coach Pillastrini a proposito della chiamata in azzurro di Davide Moretti, già presente in Under 20 e quindi, secondo un non ben precisato patto che il tecnico trevigiano richiama in una intervista alla Tribuna di Treviso (leggetelo su Sportando), non convocabile per l’under 18 che va in Turchia prima di Natale (il che causa il rinvio quasi certo delle giornate di campionato del 18 e del 23 dicembre).

Sarà interessante verificare il tutto con il presidente Petrucci che è a Bologna sabato per le premiazioni del Comitato Regionale. Nel viluppo inestricabile delle date si è cacciata la FIP, mettendo in difficoltà le squadre, tanto che i 32 allenatori di A2, all’unanimità, hanno stilato un documento in cui si attesta che, per loro, la giornata di campionato deve essere tutta contemporanea e non può essere ridotta a spezzatino per assecondare esigenze azzurre e/o di programmazione tv.

Detto che la convocazione della Nazionale serba per Petrovic è già arrivata in Via dell’Arcoveggio, ci si è messa anche Sky. Con gli anticipi e i posticipi che inevitabilmente accompagnano ogni contratto tv, ma che alterano l’uguaglianza competitiva e di calendario, per di più unicamente diretti verso le due bolognesi, hanno messo un ulteriore cuneo a un torneo talmente bello ed equilibrato da non aver bisogno di polemiche o scossoni ma solo di buone gare in campo.

Ora il paradosso è che la tv esclusivista della Virtus (lo è anche della Fortitudo, e ciò crea un ingorgo nel proprio palinsesto…) sembra chieda, in via di riparazione per la perduta esclusività dei “road games”, la possibilità di mandare live le gare in casa.

Il che può essere indifferente per la Kontatto, il PalaDozza è sold out, in pratica.

Ma l’Unipol Arena no.

Come va a finire?

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