Corbelli confessa Ticchi prima di Kontatto – Andrea Costa


Ticchi: “Quella volta che mi sono fermato ad ammirare il tifo della Fossa. E a Matteo dico: parlare troppo agli arbitri non li aiuta”

di Luca Corbelli

Imola arriva a Bologna a giocare contro la Fortitudo sicuramente non in un bellissimo momento, loro ne hanno appena persa una in casa e voi non avete una classifica bellissima, sai che a Bologna troverete un ambiente caldissimo. “Un mio amico mi ha mandato un messaggio ‘avete comperato gli elmetti per andare a giocare a Bologna’ e io gli ho risposto ‘ancora no ma ci stiamo pensando.”

Comincia così una bella chiacchierata con Giampiero Ticchi coach imolese.

Ricordo perfettamente che lo scorso anno mi stupì molto il tuo escamotage di far allenare la squadra la settimana precedente all ‘incontro al Paladozza con il frastuono ambientale prodotto dal tifo Fortitudo, quest’anno? ” Non lo abbiamo riproposto perché diventerebbe ripetitivo, ma fu bellissimo perché insegnò a tutta la squadra l’importanza della comunicazione.  Giocare con così tanto frastuono impone gestualità condivisa, e poi la concentrazione diventa ancora più essenziale. A tal proposito i nostri stranieri che ovviamente non conoscono la situazione ambientale mi hanno chiesto di poter fare allenamento di tiro con le cuffie in quanto avevano scaricato da Youtube il tifo Fortitudo per rendersi conto…..  io non faccio mai allenare nessuno con le cuffiette, per sta volta ho acconsentito perché sono certo troveremo un palazzetto caldissimo”.

Boniciolli parla spesso con gli arbitri durante la partita

Se ti fischiano 10 falli contro nel primo quarto cosa pensi  ? “Volevo parlare proprio di questo, anche gli arbitri che vengono designati per andare ad arbitrare partite al PalaDozza dovrebbero essere consapevoli che inconsciamente esiste una soggezione che li porta a vedere la partita in maniera diversa e molto spesso a permettere quella difesa fisica che a Matteo piace tanto (è uno dei punti di forza della Fortitudo). In casa riescono a farlo maggiormente rispetto alle trasferte, il contatto fisico – per carità – è giusto ma esiste anche un regolamento che dice che nella pallacanestro c’ è il contatto ma deve essere regolamentato e non sempre questo avviene in Piazza Azzarita. Ho anche letto diverse interviste di Matteo dove dichiara che parla molto con gli arbitri per aiutarli; io credo invece che se si vogliono veramente aiutare gli arbitri l’aiuto più grande è il silenzio più parli e più crei confusione, tanto loro leggono tutte le interviste esattamente come facciamo noi , quindi meno si parla con gli arbitri e degli arbitri e meglio è”.

Tu parli con gli arbitri durante la partita ? “Pochissimo non mi piace, cerco di sdrammatizzare il più possibile durante la partita ma sto anche attento all’atteggiamento tenuto dal mio collega. So perfettamente che esiste inconsciamente la possibilità di essere influenzati dall’ambiente. Poi ti devo confessare che lo scorso anno mi è capitata una cosa che è stata singolare, con la mia professione cerco sempre di isolarmi dal contesto che mi circonda mantenendo una grande concentrazione, ma a metà del secondo tempo e noi stavamo attaccando dal lato della Fossa,  ad un certo punto mi sono distratto, non so per quanto tempo, 3/4 forse 10 secondi (non so esattamente per quanto tempo) mi sono fermato a guardare il tifo. Erano pazzeschi, non mi era mai successo di perdere completamente il focus sulla partita e ho pensato ‘che meraviglia!’ “…

Coach Ticchi si è confessato con Luca Corbelli prima della sfida contro la Fortitudo

Torniamo allo scorso anno, è successa una cosa spiacevole, e sto facendo riferimento alla moneta che ti ha colpito ferendoti. “Guarda, io penso che esiste anche un’ etica, o almeno dovrebbe esistere un’etica professionale, se vogliamo che il nostro sport migliori dobbiamo essere noi i primi  a dare il buon esempio, quando succedono queste cose noi dobbiamo essere i primi a comportarci bene, è facile parlare tanto e poi quando è il momento di mettere in pratica le parole comportarsi male. La Società mi aveva chiesto se volevamo presentare reclamo per questo fatto, ma io ho detto, no assolutamente no”.

Essere un uomo di sport, e contribuire alla crescita di questo sport vuol dire saper anche passare sopra al gesto di un povero di spirito comportandosi in questo modo. Non fare reclamo per me ha avuto un grande peso e se pensiamo che qualcuno ci ha vinto uno scudetto per il lancio di una monetina il peso dell’azione di Ticchi aumenta come la mia considerazione di lui .

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