Delfino non tornerà in Fortitudo, la Virtus si gode i suoi “piccoli”


Delfino è un sogno impossibile per la Fortitudo mentre invece la Virtus si gode i suoi piccoli: da Spissu a Umeh passando per Spizzichini

– di Alberto Bortolotti –

Carlos Delfino alle Olimpiadi di Rio con la sua Argentina

Carlos Delfino alle Olimpiadi di Rio con la sua Argentina

Nel presentare il derby di Imola, che era già temibile e lo diventerà di più data l’assenza di Candi, si è parlato molto di guardie. Di Montano e Campogrande, che dovranno reggere l’impatto degli esterni dell’Andrea Costa con minutaggio importante, ma anche di Delfino, sogno proibito biancoblu su cui si è a lungo intrattenuto il direttore sportivo Lamma: “Prima di tutto Carlos, per status, è un giocatore non paragonabile a nessun altro di quelli presenti oggi in Italia. Non possiamo avere un giocatore che dopo due mesi va via. Delfino è fuori categoria per la A2 e porterebbe esperienza, personalità e leadership. Ma quando si è aperta la possibilità di prenderlo, nel momento in cui stavamo tagliando Roberts, il giocatore ha voluto una escape che prevedeva un rischio troppo alto da correre. E noi avevamo già un accordo con Nikolic. Prendere Delfino con la passibilità di perderlo a febbraio era un rischio che nessuno si è sentilo di correre“. E quindi ecco spiegate le ragioni per cui Delfino non si vedrà mai in maglia a pois.
Al PalaRuggi il gruppo di Boniciolli troverà la squadra più prolifica dell’A2 girone est. Se ci sarà, quindi, una volta in cui toccherà mettersi in 11 davanti alla porta questa sarà domani sera (biglietti esauriti, diretta Sky). Le rotazioni più corte non aiutano ma non si vedono molte soluzioni differenti.

Dalla vittoriosa trasferta virtussina a Recanati (con un finale un po’ faticoso) si impara, a proposito di esterni, che Spissu sale in cattedra con grande autorevolezza ma va apprezzato molto il lavoro difensivo di Spizzichini, oltre a un paio di contropiede nel terzo quarto letali per i marchigiani. Senza dimenticare la chirurgica precisione di Umeh. Diciamo che le V nere possono ruotare un bel po’ di “piccoli”.

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