Fortitudo: il mio personalissimo cartellino


Dalle conferenze stampa del coach a progressi o limiti dei giocatori, ecco il “quadro” della Fortitudo Kontatto finora 

di Luca Corbelli

In occasione della pausa per la Coppa Italia provo a fare quello che mi è stato richiesto, ovvero tracciare un mio resoconto di quanto visto fino ad ora.

Allenamento della C.S. Pall. Trapani, avversario della Kontatto Fortitudo in amichevole

Parto dal commento alla partita di Forlì. La Fortitudo chiude il primo quarto, e di conseguenza anche la partita, sbrigando la pratica Forlì in questo modo: 17 a 34 il punteggio, valutazione 12 a 45 e 5/6 da tre punti, fine della gara. Forlì ci mette del suo: squadra inadeguata e messa in campo in maniera altrettanto imbarazzante, e i cori dei tifosi all’indirizzo della propria squadra non lasciano spazio ad interpretazioni. Poi Kontatto gioca gli ultimi tre minuti da film horror, sbagliando tutto quello che si può sbagliare, ma il risultato è talmente in cassaforte che nemmeno le due palle perse di Mancinelli, il tecnico a Italiano e Knox che prende un ‘1 vs 1’ finendo a tirare contro il sostegno del canestro, perché il campo era finito, riescono a metterlo in dubbio. Knox a me non piace, anche se ha fatto 19 punti, ma, se ci pensate, quando Forlì ha rimontato, non ha combinato nulla, si è completamente isolato, eccetto per un ‘1 vs 1’ assurdo. Aggiungo che ha preso tre rimbalzi in tutta la partita e subito 19 punti da Ryan Amoroso. Certo, ha fornito tre prestazioni importanti: contro Mantova 27 (Candussi–Bryan), contro Jesi 18 (Maganza–Benevelli) e con Forlì 19 punti, ma gli avversari erano quel che erano.

Matteo Montano, classe ’92, sempre più decisivo nell’attacco della Kontatto Fortitudo

Poi c’è Candi che dall’infortunio ha perso lo smalto che ne aveva caretterizzato la prima parte di stagione, o forse dipende dal fatto che Ruzzier ha sempre di più “le chiavi” della squadra e lui ne soffre? C’è qualcosa che non capisco, tranne un’ unica certezza:  difende più di Ruzzier, ma commette ingenuità assurde! Su Marchetti commento solo l’azione in cui ha smesso di palleggiare nella sua metà campo appena gli è arrivato vicino un difensore, non proprio da play. Ha anche fatto una cosa discreta, palla recuperata da dietro e nell’azione successiva un assist al bacio, ma lo aspetto in campo quando le partite saranno punto a punto o anche sotto nel punteggio, per giudicarne scelte e tempi di esecuzione, perché è facile per tutti farlo con la squadra sopra di 20 punti.

Da sottolineare, poi, che, per l’ennesima volta, si è dimostrato che quando gioca Montano l’attacco gira molto diversamente: Matteo risulta sempre essere il giocatore decisivo per la Fortitudo, ma non sempre Boniciolli lo fa giocare con continuità. E questo è un altro mistero. Gandini si sta rivelando fondamentale, è un perfetto soldato, giocatore molto boniciolliano, spesso fa la cosa giusta e comunque non è quasi mai dannoso. Speriamo che oltre a fare canestro con continuità da tre punti (9/19 pari al 47 %), migliori le medie da due (9/26 pari al 35 % per un complessivo 2,3 di punti per partita). Italiano è a mio avviso il giocatore maggiormente migliorato dallo scorso anno. Carattere e fisicità non gli sono mai mancati, ora sta completando un processo che lo vede allontanarsi dal canestro con efficacia, e il 25/47 pari al 53% ne fanno il miglior tiratore da tre punti della squadra, anche se l’interno dell’area è ancora la sua zona di caccia preferita. Vero uomo con spirito Fortitudo.

Stefano Mancinelli, primo rimbalzista della Kontatto Fortitudo

Mancinelli, beh è difficile parlare del Mancio, per me è un manuale della pallacanestro, sopratutto spalle a canestro. Inoltre, risulta essere il primo rimbalzista della squadra con 5,1 per minuti giocati ( Knox 3,8). Unico neo, pare spesso in difficoltà fisica. Ruzzier, dopo un periodo complicato per via degli infortuni, ha preso le chiavi della squadra, quasi sempre gioca una partita sufficiente, quindi ha uno standard di rendimento elevato, ma ha ancora diverse difficoltà a leggere le partite e, spesso, quando le cose si sono complicate, ha cercato di mettersi in proprio per risolverle. Nel derby gli è andata bene (tranne il risultato finale), altre volte peggio, ma questo non è essere un buon play. Personalmente mi piace molto, e sono sicuro che riuscirà a migliorare. Ultima considerazione sull’ultimo arrivato, Legion, che difenda come un telepass ormai è più che assodato (Bonacina ne è stato l’ultimo esempio), e questo sarà un problema a lungo andare, ma aver preso un “finalizzatore” di questa portata per non creargli mai un’ uscita facile lo trovo bizzarro. In queste poche uscite ha dato l’impressione di essere un giocatore che non è in grado di costruirsi un tiro dal palleggio,  ma ha bisogno di essere servito a modo, cosa  che in questo momento avviene ancora raramente. Attendo fiducioso l’inserimento completo.

Coach Boniciolli, (ph. Giorgio Neri)

Poi, tornando a Forlì, il vero spettacolo è stata la conferenza stampa di Boniciolli, in cui, col sangue agli occhi, ha attaccato tutti, a partire da Valli (solita polemica sulla difesa aggressiva, ma Valli, a torto o a ragione, ha espresso un suo pensiero, e ritengo non fosse opportuno un attacco di quel genere da parte del tecnico), per seguire poi con giornalisti ed haters, rei di averlo attaccato per mesi per le scelte di Knox, Marchetti ecc.., per finire con la squadra, colpevole di aver smesso di difendere, cosa inaccettabile. Concordo, ma era difficile restare concentrati e l’attacco a  Italiano, che auspica una multa salata da parte della società per aver preso un tecnico assurdo (verissimo!) col quale ha dato il via alla rimonta di Forlì. A mio avviso di queste cose è sempre meglio parlarne dentro uno spogliatoio, e non in conferenza stampa. Sul Boniciolli allenatore poche cose da dire, ma sul “relatore” meglio astenersi.

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