I problemi della Virtus, la serenità della Fortitudo


Domenica le bolognesi giocano entrambe in casa, all’Unipol Arena arriva Udine, al PalaDozza Jesi. Cordata di romagnoli interessati alla F, ma con lettera minuscola questa volta

di Alberto Bortolotti

È stato bello leggere che Ndoja finalmente non sente più male e conta di rientrare per la “casalinga” Coppa Italia (a proposito: presentazione semiclandestina… perché?). Ciò attenua le note dolenti in casa bianconera. Perdere con una cifra tecnica modestissima a Treviso ha causato qualche mal di pancia all’illustre trevigiano che ora è anche.. il padrone.

Klaudio Ndoja, ala grande della Virtus Bologna, punta a giocare la partita di Coppa Italia

Non c’è nemmeno l’alibi dello scarto iniziale da rimontare, alla partita sei rimasto sempre aggrappato, ma le soluzioni offensive (a dispetto di una tenuta difensiva preclara) languono.

In questi casi, un po’ come capita al Bologna, piombano sempre tra capo e collo infortuni di vario tipo: nascosti tra le pieghe quando si vince, paiono Ararat da scalare se si susseguono rovesci sul campo. E se abbiamo detto di Ndoja, è certo che fare senza Lawson si può. Soprattutto, si può perdere.

Così non c’è allarme rosso, ma giallo sicuro. All’Unipol Arena arriva Udine di Allan Ray, un po’ come quando al Dall’Ara è tornato Diawara. Fischi e ammirazione si mescoleranno, se il nero giocherà. Soprattutto toccherà ritrovare le rotazioni, non so quanta colpa abbia Ramagli se, per esempio, Oxilia e Paiola (ora ai box, un altro..) vanno in campo e producono così poco. Per non parlare di Bruttini.

La realtà è che il girone Est è equilibratissimo. E questo è un torneo bello anche quando le partite sono mediocri. Perché la formula è quella giusta. Perfino il collo di bottiglia di una sola promozione contribuisce a renderlo affascinante.

La Fortitudo è talmente tranquilla, in questo periodo, che credo esista il diritto di scherzare un po’. Allora, leggo di una cordata di imprenditori romagnoli interessati a entrare. Bene, detto che con le cordate, come è noto, ci si impicca, l’osservazione che viene spontanea é: per fortuna che c’è la minuscola. Con Romagnoli, dicono molti fortitudini, abbiamo già dato.

Coach Boniciolli, (ph. Giorgio Neri)

La squadra, nonostante qualche intemperanza verbale del coach (testuale, dopo Mantova: “ho mandato a fare in c**o più volte Candi, che è permaloso”. Sarà successo anche a Pavani, il quale racconta a Radio Nettuno che con Boniciolli sono stati un mese senza parlarsi?), viaggia con sicurezza e anche fortuna, che poi è figlia di un’autostima finalmente notevole. Il simbolo del successo contro i lombardi è dato dalla striscia offensiva di Raucci, il soldatino, il Di Livio biancoblù, che di solito fa solo lo stopper. Invece no, ecco 8 punti consecutivi che spaccano la partita. Il resto è mantenimento, un ottimo Knox e un Mancinelli protagonista. la coppia di guardie Ruzzier-Candi rivedibile, ma verrà anche il loro momento.

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