Il problema Fortitudo è la Virtus. Il problema Virtus è la leggerezza


Considerazioni semiserie sul derby di BasketCity prossimo venturo. Con coach Ramagli nelle vesti di contorsionista

di Alberto Bortolotti

Basta fare un giro tra le zolle fortitudine per dire che tutto ci si aspettava tranne esplosione. Buonumore, risultati e perfino lunghe file (dei propri tifosi, solitamente così algidi, scettici, incazzati, in una parola, rompicoglioni) al botteghino della V nera. Tre sconfitte di differenza sono un macigno pesante e la sensazione è, come opportunamente e non a caso sottolinea Ramagli, che anche guardando le squadre con ottica “di sistema”, i due stranieri bianconeri siano sicuramente, al momento, un bel po’ più centrati di quelli biancoblù.

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Ramagli e Boniciolli: presto avversari nel derby di Basketcity

Poi Boniciolli va in radio da Motola e ripete il suo mantra (tutt’altro che peregrino), ovvero che la squadra da lui disegnata non è roba da comuni mortali, onanisti che si sfogano una volta alla settimana nelle 30 giornate di regular season (lui è stato più aulico, però il senso era questo), con uno “shooter” che ti fa vincere una battaglia ma non la guerra. No, lui punta al bersaglio grosso, a giocare una stagione regolare magari piatta ma un play-off di sbalorditiva consistenza fisica; non solo, addirittura regalare a Muratori e Pavani un’ossatura italiana, modello Reggio, per la futura A, che si possa irrobustire nelle finestre di mercato prossime. Ecco perché chiederà un terzo straniero, un benchman per ogni evenienza (saggio, visto quanto successo l’anno scorso) e non riprenderà Carraretto, ma, in caso, proverà a valorizzare un giovane. Nel pezzo da me sentito non ha parlato di Bushati, metà città sa che la trattativa c’è, il 50% nega recisamente l’eventualità. Vedremo.

Nel pranzo Virtus con la stampa sorrisi, scherzi, tortelloni, costoline, mascarpone e omaggio del libro di Bucci con dediche sugose (eravamo a tavola!) e partecipate. Ciò non ha impedito a coach Ramagli di fare il contorsionista per guadagnare un posto a tavola e poi uscirne (“domani mi opero alla spalla”, ha dichiarato dopo un carpiato ritornato, difficoltà 7,5), ne a Trovato e Vecchi jr. di guardare sullo smartphone le imprese dei tre azzurrini targati Segafredo (Oxilia 10, Penna 8 e Pajola 2, +19 finale sulla Svezia). E neppure a Bucci di fare il suo numero, nascondendo il cellulare al coach o allietandoci con qualche gag.

Sembrava nemmeno di essere a Bologna a parlare di sport, nessuno ha mai citato la parola “maigoduto” e la gente disquisiva civilmente. Verrà anche qualche clangore di spade, ma un po’ di fioretto ogni tanto non guasta.

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