La costanza di essere fragili: Allan Ray k.o. contro la Virtus


L’ex capitano delle “V nere”, grande assente nella stagione più disgraziata della storia della Virtus, salterà la gara di domani a causa dell’ennesimo infortunio della propria carriera

di Calogero Destro

Lo aspettavano in molti, con estrema curiosità. Un incontro dopo l’addio turbolento, dopo quel tweet al veleno che rappresentò l’ultimo capitolo di una storia più di amore, che di odio. D’altronde è difficile provare odio per il proprio ex capitano, soprattutto se è fin troppo chiaro che, con lui a mezzo (nemmeno pieno) regime, nella passata stagione, la storia avrebbe potuto scrivere pagine diverse.

Allan Ray, classe ’84, due stagioni con la casacca della Virtus Bologna

Ma così non è stato. Allan Ray ha lasciato Bologna dopo due stagioni in chiaroscuro: più per colpa di quegli infortuni che lo perseguitano da un’intera carriera che per demeriti propri, sia chiaro. Vederlo giocare a Udine, con le cifre che sta incasellando, rinnovano ancora una volta un giudizio già espresso tante volte: si tratta di una guardia di grande qualità, in grado sia di fare male da oltre l’arco che di creare scompiglio in area. Con i friulani allenati da coach Lardo, in questa stagione, viaggia a 19 punti, 3.8 rimbalzi e 2.5 assist in 27 minuti di media. Ma il dato che fa più scalpore, nel suo caso, sono le 19 gare disputate sulle 21 totali: numeri importanti, soprattutto se messi a confronti con quelli fatti registrare nelle sua avventura italiana e in particolare, in quella emiliana.

Il Ray “bolognese”-  Sono sei le stagioni disputate in Italia dalla guardia newyorkese: tra Lottomatica Roma, Carife Ferrara, Sutor Montegranaro e, appunto, Virtus Bologna. Solo 114, però, le partite in cui è andato a referto. Una media, insomma, di appena 19 gare a stagione. L’affidabilità di Ray sotto il profilo tecnico, infatti, non è mai stata in discussione. Lo hanno capito bene alla Virtus, dove nella stagione 2014/15, l’ex Ferrara trascina i ragazzi di Lardo fino all’ottava piazza, valida per i playoff (ne seguì poi l’eliminazione al primo turno contro l’Olimpia Milano). 17 punti, 4 rimbalzi e 2.3 assist in 29.8 minuti di media per il cestista cresciuto alla Villanova University, e, dato da sottolineare, ben 33 gare disputate. Nella stagione successiva, però, Ray torna ad essere martoriato dagli infortuni: appena 4 volte sul parquet, dove sigla 6.5 punti, 3 rimbalzi e 2 assist in 21 minuti di media. Per la Virtus, che deve praticamente rinunciare al suo giocatore più importante, significa (non solo per questo, ovviamente) retrocessione.

Domenica, nella gara fra Udine e Virtus, Ray, con molta probabilità, non ci sarà, a causa di un’infiammazione all’anca sinistra. Chissà come sarebbe stato rivedersi. Non si può odiare chi è stato il proprio capitano, anche se per poco più di una stagione effettiva. O forse sì, ma solo per una notte. D’altronde, i tifosi delle “V nere”, continueranno a chiedersi ancora per un bel pezzo cosa sarebbe successo, se nella passata stagione, Allan Ray avesse continuato ad incantarli.     

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