La Finale di Coppa Italia è Virtus-Biella


I bianconeri schiantano Trieste grazie a super Lawson, piemontesi sempre avanti con Treviso. Buone notizie per i tifosi, Petrucci non perdona Bucci

di Alberto Bortolotti

Umeh in azione contro Trieste

Non è chiarissimo sapere come sono stati conteggiati i 20.000 spettatori messi insieme da Unipol Arena e PalaGira di Ozzano, però resta un fatto incontrovertibile: la Virtus in finale di Coppa Italia di A2 porterà gente a Casalecchio, e la sfida con Biella, ovvero la prima dei due gironi, è un gustosissimo appetizer della post season. Come ha detto il triestino Baldasso, la Final 8 di Coppa Italia è una sorta di playoff di metà stagione. I verdetti sono chiari: 3 squadre semifinaliste su 4 vengono da Est ma Biella ha esibito numeri interessanti. Verdetto numero due, la Segafredo al completo è una gran squadra: ha rimontato e “asfaltato” una Trieste verissima, ricca di talento e solida (solo un po’ carente nel playmaking). Prima dietro, per completezza finalmente raggiunta di rotazioni, poi davanti, specie se Kenny Lawson imbrocca la serata perfetta (bacchettatina al bravissimo, e non è un modo di dire, coach Ramagli: un conto è fare 23 su 25 in allenamento, un altro è depositare sette tentativi dall’arco su otto in partita. Il centro di colore, al rientro, è stato semplicemente mostruoso).

Dall’altra parte un Green da paura, 14/20 dal campo, 6/7 dalla lunetta, 6 rimbalzi, 6 falli sul groppone dei bianconeri. Però paradossalmente la sua prestazione monstre è un limite per Trieste, da lui arriva quasi il 50% dei punti segnati dai giuliani e questo non va bene: ha cannibalizzato i compagni.

La Virtus ha tracciato il solco tra il terzo e il quarto quarto, con parziale di 25-3, dopo essere finita sotto di 9. E in quel momento hanno contato molto cacciaviti e bulloni difensivi, avvitati con forza belluina. E l’ultimo applauso lungo è per Ndoja, che a un minuto e mezzo la chiude definitivamente. Insieme a Bruttini, che dietro non lascia più spazio a nessuno.

In attesa di Biella, qualche cifra sparsa qua e là. Tipo i 9 assist di un apparentemente abulico Umeh, i 18 di plus/minus di Spissu (a metà gara un po’ pasticcione, linee di passaggio prevedibili che innescavano il contropiede dei colored dell’Alma), i 21 punti, 10 rimbalzi e sprazzi di lucida regia da parte del “solito” Rosselli, i 14 di valutazione di Ndoja.

Guardando alle questioni più generali, riuscito il confronto delle tifoserie con Petrucci e Basciano (preso impegno di vietare i divieti alle trasferte), rimandato il chiarimento tra il presidente federale e Bucci riguardo alla gita di piacere a Barcellona con annesta finestra futura bianconera sull’Eurolega. All’uopo proponiamo due proverbi.

Il primo è “chi ha tempo non aspetti tempo”.

E il secondo, molto tiberino, recita “la gatta presciolosa fece li fiji ciechi”.

Quale scegliere?

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