La Fortitudo non fa eccezione: ognuno è responsabile delle proprie scelte


Disamina attenta delle parole del coach della F Boniciolli su Knox, attacco, difesa, sistema. Senza dimenticare che la squadra l’ha costruita lui

di Luca Corbelli

Mi sono abbastanza stancato di leggere interviste a Boniciolli che parla come se tutti noi non avessimo una testa pensante e sopratutto occhi per vedere.

ustin Knox, numeri deludenti fino ad oggi per il lungo della Fortitudo (ph.Neri)

Justin Knox, numeri deludenti fino ad oggi per il lungo della Fortitudo (ph.Neri)

Entro nello specifico dell’intervista di ieri apparsa su Stadio a firma Damiano Montanari. Come si può pensare di aver costruito (parole sue) “la squadra da battere”, ma che se la squadra avversaria segna un’ottantina di punti non possa vincere mai?
Inoltre le critiche a Justin Knox sono giustificate perché in questo momento della stagione è un 2.08 che non prende i rimbalzi quando serve, perché è sempre in ritardo su gli aiuti, perché non è per niente reattivo. Leggere che “la scelta è stata limitata dalle risorse a disposizione” è un concetto su cui mi permetto di dissentire: Knox è abbondantemente oltre le cifre di ingaggio di almeno 25 su 32 squadre di Serie A2 che si aggirano tra i 50 e i 70 mila dollari.
Ancora: “se la squadra non sa ancora giocare con un lungo come lui e spesso gli passa la palla sulle caviglie. Mi pare di ricordare che la scelta sia stata fatta dallo stesso allenatore (anche d.s. e g.m., va ricordato), e che se un giocatore segna 2 punti nei primi 28 minuti di un incontro non è un merito (“senza mai spazientirsi ha avuto la solidità mentale di realizzare poi canestri decisivi“) ma un demerito perché è lo straniero della squadra.
Leggere inoltre che se fosse stato un giocatore verticale (a questa squadra manca terribilmente, aggiungo io) sarebbe stato super funzionale proprio perché Gandini e Mancinelli hanno altre caratteristiche (trattasi di giocatori da spalle a canestro e avvicinamento piuttosto che saltatori), conferma la superficialità della scelta.
E sempre nella stessa intervista si sostiene che uno straniero intimidatore di 2,08-2,10 con tiro da 3 si poteva trovare sul mercato a una cifra tra i 300 e i 350 mila dollari. Bene, un giocatore con queste caratteristiche, se esiste, in Italia non lo vedremo mai giocare: sempre 25 squadre su 32 di LegaDue con questa cifra ci hanno fatto l’intera squadra. E che se in questa squadra non c’è un’ ala piccola che tira da fuori e migliori il rendimento di Knox la colpa è la sua che non l’ha presa, e anche oggi sentire parlare di handicap per il fatto di giocare con Mantova senza uno straniero è curioso: non lo ha deciso nessuno tranne il coach.

Noi che da tempo viviamo a Bologna e abbiamo visto giocare eccellenti giocatori, italiani e stranieri e soprattutto masticato tante partite, siamo in grado di distinguere chiaramente le varie situazioni, e capire quando qualcuno usando un termine che fa sorridere, ovvero: “un giocatore di sistema” (sempre Knox, nella fattispecie).
Boniciolli vuol farci intendere che un giocatore mediocre sia invece un giocatore molto funzionale, addirittura un “buono” ?
Personalmente ritengo questa maniera di spiegare cattive prestazioni o pessime scelte, sia offensiva nei confronti di chi legge o degli appassionati tifosi, e vorrei spiegare che noi a Bologna non abbiamo preclusioni nei confronti di nessuno ma che sopportiamo verbalmente a fatica, chi continuamente “ce la mena”.
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