La Fortitudo soffre ma passa a Recanati. Tanta Virtus nella Under 18


La Fortitudo, contro Recanati, vince ma non convince. Buone prove per Mancinelli e Knox, ancora rimandato Nikolic. C’è tanta Virtus agli Europei Under 18: Oxilia, Penna e anche Moretti, tesserato a Treviso ma figlio d’arte bianconero

di Alberto Bortolotti

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Mancinelli protagoniosta nella sofferta vittoria della Fortitudo contro Recanati

Nel giorno della sofferta ma meritata vittoria Fortitudo contro Recanati c’è pure uno sprazzo godurioso di Virtus azzurra. Terza vittoria consecutiva agli Europei Under 18 ma grande presenza di Tommy Oxilia, 15 punti e 10 rimbalzi in 32 minuti giocati, ennesima gara di grande consistenza. Ben 9 punti per Lollo Penna con 7 rimbalzi e 3 assist. Martedì quarti di finale contro la Finlandia con la speranza che l’azzurro continui a fondersi con il bianconero (in fondo anche Davide Moretti, la stellina del team, è sì tesserato per Treviso ma un po’, un bel po’, nostro). La Kontatto soffre tremendamente nel terzo quarto, subendo 27 punti su 66, ma la porta a casa come da copione. Va detto che Candi è un po’ giù di corda dopo l’infortunio, e Ruzzier con la maschera ha fatto 1 punto. Bene Mancinelli e Knox, male Nikolic, così e così Montano, la squadra sembra sempre – a proposito delle osservazioni di coach Boniciolli – giocare un play-off, grande difesa (riconosciuta anche dal tecnico avversario Sacco) ma attacco troppo sincopato, basta una vite che stride e tutto il meccanismo rischia di girare a vuoto. Il dispendio fisico e mentale in queste condizioni è tanto alto, paradossalmente si può rischiare di arrivare scarichi al momento clou.
Però non è un segreto che si cerchi qualche addizione qualitativa. Se Federica Palumbi offre addirittura la quota raccolta da “Per amore, Solo per amore” per andare sul mercato, direi che il quadro raggiunge una sua completezza. Quindi, forse, quella della squadra operaia che poco si interessa della relativa fluidità attuale e punta tutto sulla seconda parte della stagione è una linea tracciata, certo, ma che consente qualche deragliamento (purché sia funzionale all’obbiettivo. ci mancherebbe).
La Fortitudo, per certi aspetti, ricorda l’Inter. Un coach carismatico e puntuto verso il mondo esterno (era Mourinho, ad Appiano), il passato inserito in società (Lamma come Zanetti), lo sponsor che suggerisce (Ballandi e Tronchetti), il dirigente del passato che aiuta e stimola (Palumbi prende esempio da Prisco).

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