La Matteiplast Progresso domina l’A2 Femminile sotto la guida di Andreoli


Ho incontrato e intervistato l’allenatore della Matteiplast Progresso di Bologna, capolista della Serie A2 Femminile

di Luca Corbelli

Ci sono solo tre squadre, in Europa, a punteggio pieno: il Panathinaikos Atene, la Stella Rossa Belgrado e la Matteiplast Progresso di Bologna. Ieri ho incontrato l’allenatore, Paolo Andreoli, per farmi raccontare cosa ha portato questa squadra a essere imbattuta nella Serie A2 Femminile.

Premetto che non conosco Paolo di persona, però è normale salutarsi, perché si è abituati a incrontrarsi al Palazzo e attorno a campi da basket. Alla prima impressione, Paolo, classe ’62, è una persona alla mano, cordiale e molto diretto.

Partiamo da lontano. So che è stato tre anni senza allenare, e la prima cosa che gli chiedo è proprio questa: “Come mai tutto questo tempo ?”. La cosa che mi impressiona di più è la serenità con cui oggi mi racconta una grande delusione, metabolizzata grazie ad una recente vittoria conseguita in volata.

Paolo Andreoli, allenatore dell Matteiplast Progresso di Bologna

Paolo Andreoli, allenatore della Matteiplast   Progresso di Bologna

“Sono 26 anni che alleno, più i tre di inattività, e dopo l’esperienza molto gratificante con Budrio, con la quale ho vinto la Coppa Italia di categoria, sono rimasto fermo in attesa di ricevere una chiamata che mi desse lo stimolo giusto. Era il 2011. L’ occasione arrivò da Ferrara il gennaio seguente: serie B femminile, ultimo posto.  Una situazione quasi disperata, ma grazie al lavoro e alla grande collaborazione delle ragazze abbiamo ottenuto tranquillamente la salvezza. La stagione successiva vincemmo la Serie B e, quindi, passammo in A3. Sebbene la squadra fosse costruita per salvarsi ci comportammo molto bene, tanto da guadagnarci le finali di Coppa Italia, e da vincere Gara 1 di paly-off in casa contro Treviso. In Coppa perdo contro Vigarano, avversario storico di Ferrara, una squadra pazzesca, che avrebbe poi vinto Campionato e Coppa da imbattuta. Tornammo a casa e il giorno dopo ricevetti una telefonata del tutto inaspettata dalla Società: “Sei esonerato.”. Mi stavano esonerando per telefono, anzi, mi esonerarono per telefono ! “.

Seguirono tre anni senza allenare e una forte delusione, che lo portò a decidere di non rinnovare la tessera. Una sorta di auto-pensionamento. Ma poi, a fine agosto, risuonò il telefono, e dall’altra parte c’era una voce che, penso, tutti conosciamo: “Paolo mi devi aiutare, ho esonerato l’allenatore” mi disse “il Civ”, Gianfranco Civolani. E da lì, dal “va bene, ma alleno per cinque settimane,  fino a che non trovi un altro allenatore o fino a che non giochiamo contro Ferrara.”, partì questa nuova avventura.
Lo sport vive di dualismi e di rivincite, personali e di gruppo, e Paolo la sua personalissima rivincita se l’è presa ad appena due secondi dalla fine della prima giornata di campionato Matteiplast – Ferrara 50 a 47.

Ma ora le cose sono diventate estremamente accattivanti:  “le ragazze del Civ” in questo momento della stagione guardano tutti dall’alto al basso, dieci vittorie su altrettante partite giocate, in un campionato che ha squadre illustri come Vicenza e Geas, che hanno fatto la storia della pallacanestro Italiana con altrettanti allenatori di altissimo livello come Corno, Medeot e Nani.

Gianfranco Civolani, giornalista e patron, dal 2005, della Matteiplast

Gianfranco Civolani, giornalista e patron, dal 2005, della Matteiplast

Gli chiedo di parlarmi della squadra, delle “sue” ragazze, e subito noto una cosa stranissima in un allenatore esperto e navigato: gli si era allargato un sorriso sul viso e gli si erano illuminati gli occhi. “É un gruppo speciale”, mi dice, a bruciapelo. “Speciale perché ho 11 giocatrici, più le 2 under che devono sempre andare in panchina, perciò tutte le settimane una giocatrice deve stare fuori, in tribuna, ma ogni volta la decisione viene accettata con serenità, perché, appunto, sono un gran gruppo.”.  “Ma da dove viene questo 10/10? Gli allenamenti sono così diversi da quelli che si tengono con una squadra maschile?” gli domando.
“ Innanzi tutto ho una squadra di Atlete, e questo è anche merito di Carlo Vitali, il preparatore atletico; poi ho un assistente utilissimo che è Andrea Cotti, a mezzo servizio, perché fa anche parte dello staff di Cento in Dnb; ho una validissima Team Manager che è Roberta Resta (grande Roberta, ci conosciamo da una vita), e faccio gli stessi allenamenti che farei se avessi una squadra maschile, in palestre validissime e di primissimo livello, ed, infine,  la profondita della panchina che mi permette di avere alternative valide ogni partita.”. Incuriosito dal rapporto che si deve tenere con una squadra femminile lo interrogo: “Come ti relazioni con 13 giocatrici ?”. “In maniera franca e diretta: con gli uomini si deve mediare molto; con le donne, invece, meno, perché ti sgamano subito, quindi meglio dire le cose come stanno.”.
E il rapporto con il Civ?“. Sorride. “Dovevo restare per cinque settimane, questo era l’accordo.”  ride ancora, “Ma gli devo riconoscere che ha una capacità innata, è un catalizzatore e un ottimo esperto di basket femminile. E poi mi ha confezionato un gruppo pazzesco. Devo solo ringraziarlo, mi ero auto-pensionato e lui mi ha regalato questa emozione. Perché questa squadra mi emoziona: quando una ragazza ha un problema è un problema di tutte, quindi tutte devono risolverlo. Insieme.”.

Caro Paolo, spero che questa chiaccherata non porti sfortuna a te e alle ragazze, e che invece vi regali un Natale da capolista solitaria.
Manterrò la mia promessa, contro Vicenza in casa verrò a vedervi

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