Le conseguenze del derby sul campionato di Virtus e Fortitudo


Cambiano Virtus e Fortitudo, arrivano Cinciarini alla Kontatto e un playmaker per la Segafredo. Progetti tecnici iniziali totalmente stravolti da entrambi

– di Alberto Bortolotti –

Alessandro Ramagli potrebbe anche scaricare Umeh prima dei playoff

Secondo qualche tifoso Fortitudo la Virtus è nata con la camicia. Il riferimento, ovvio, è all’evaporazione dell’euforia post-derby (vinco e poi li inguaio pure): le sconfitte di Ravenna e Treviso riportano la Segafredo a un posto consono rispetto alla regular season disputata e depotenziano contemporaneamernte le due rivali in chiave play-off.

Che la V nera però abbia problemi e batta in testa oramai lo ammettono anche in società (oltre a qualche malessere interno sotterraneo, tipo il diesse che va 10 giorni negli Stati Uniti e la cosa non sembra stata graditissima alla proprietà, come ha accennato la newsletter di Spicchi d’Arancia). Due distinti progetti tecnici paiono al capolinea anche e soprattutto nella testa di Ramagli, ovvero lo spazio ai giovani (che declinò proprio a partire dal derby di andata e ora è impalpabile) e il playmaking diffuso, tanto è vero che se arrivasse da Varese Maynor (assistito in Italia dall’ex fortitudino Iacopini, guarda i casi della vita) il dito è puntato verso Umeh. Il più caro, assieme a Ndoja, un altro che, al netto dell’attenuante dell’infortunio, sta deludendo parecchio. Poi c’è l’enigma Lawson, un dominatore trasformatosi in comprimario: ha esaltato Knox, non Jabbar. Una robusta registrata ai bulloni s’impone, e l’idea è che un organizzatore di gioco è quello che ci vuole, e, fosse anche frizzante, meglio . Emerge il nome di Luca Vitali, un altro con il pedigree da A1. Venisse lui, sarebbe salvo Umeh.

Daniele Cinciarini, prossimo acquisto della Fortitudo (ph. Il Casertano)

Quanto alle Aquile, l’inserimento di Cinciarini avverrà per i play-off, affossando in via definitiva il gruppo storico ma dando pericolosità perimetrale che ora c’è in misura modesta. Con Legion nasce una coppia di delanteros di livello, e il quesito sarà la fusione con la coppia junior fatta da Candi e Ruzzier (costato molto, dalla resa discreta ma non di più). Intanto Boniciolli, bisogna riconoscerlo, ha lavorato benissimo sulla tenuta difensiva ben conscio che è l’unico modo per mascherare un talento offensivo finora sotto media. La società cerca di battere strade…bianconere: una Fondazione per gestire la proprietà e un centro sportivo (il Torreverde: attualmente però è privo di campi da basket) per crescere giovani e adulti. Se ci sono i denari, è tutto perfetto.

Infine, siccome copiare quelli bravi non è reato, ecco l’analisi tattica di coach Michele Teglia sulle mosse decisive nel derby. Un contributo documentato e originale. “Matteo Boniciolli, passando dietro sui ball screen col piccolo (si dovrebbe dire in 4^), indi spingendo col difensore del bloccante e soprattutto staccando il 3° giocatore esterno per tamponare le iniziative del palleggiatore (rischiosissimo), concede probabilmente un po’ troppa libertà d’azione ai piccoli Virtus, ma con il risultato finale di azzerare di fatto i tagli al ferro di Lawson (uno dei punti di forza V). Solo con 1 passaggio in più, cioè aspettando il taglio “ritardato” del bloccante, la Virtus saltuariamente è riuscita a rifornire il lungo in area sul roll. Ramagli, dal canto suo, ha mostrato contro i P&R il medesimo e consolidato show di aiuto e recupero, che però ha visto, in virtù soprattutto della rapidità dei palleggiatori F, sovente il lungo in ritardo e troppo “piatto” di posizione, con falli spesi gratuitamente e frequentemente a tamponare le iniziative dei piccoli biancoblu“.

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