Legion è un giocatore della Fortitudo, Bruttini sarà della Virtus


Sconfitta a Mantova, vittoria a Ravenna: il momento delle due bolognesi di basket

di Alberto Bortolotti

L’arrivo e l’ufficializzazione di Alex Legion chiudono definitivamente (assieme all’addio di Nikolic, civile, quasi commosso) l’era “sistemica” della Fortitudo. Che ieri a Ravenna lo è stata davvero, squadra, se Gandini risulta essere il migliore (c’è chi lo ha addirittura paragonato a Garbajosa) e Knox, in pratica, ha segnato solo solo nel primo tempo. Bene le guardie, così così Candi come nell’ultimo periodo (ma sarà pronto quando occorre), l’addizione dell’esterno di colore imporrà una redistribuzione dei palloni che comporterà anzi tutto pazienza dalle ex prime punte.

Coach Boniciolli e Justin Knox, l’altro americano della Fortitudo Bologna.

In ogni caso vincere a Ravenna è stato fondamentale. La quinta sconfitta consecutiva fuori casa avrebbe comportato la possibilità che, andassero male le prossime, sulla panchina della F si potesse sedere, magari, un cavallo di ritorno. Così Boniciolli doppia il suo personalissimo Capo di Buona Speranza, fatto di un “campo” travagliato e un backoffice ondìvago, un giorno grande sintonia e un altro meno. Ma ora il vulcanico coach giuliano ha la strada spianata per sperimentare e quagliare: la squadra sembra con lui, il Mancio aveva pensieri “abruzzesi”, nessuno scontro con il coach. Non sarà semplicissima, l’addizione di Legion, ma è banale dire che i giocatori di talento sono meglio di coloro i quali ne sono privi. Vale anche per i giornalisti, c’è chi viaggia di “copia e incolla” e chi prova a fare il suo mestiere. Il che comporta, talora o spesso (non dipende certo solo da noi) l’essere critico. Ciò non piace a chi preferisce ripetere a pappagallo concetti sulla Juventus espressi, tra l’altro, in spregio alla matematica: tra 15 vittorie e 4 sconfitte (i bianconeri del pallone, che a fine anno cambieranno staff tecnico, e vedono Roma e Napoli avvicinarsi) e 10-8 (i biancoblù del cesto) esiste un certo divario. Almeno così dicono quelli che hanno studiato.

Comunque, sciocchezze a parte, stavolta Sparta ride e Atene (un po’) piange. Normale, se hai le rotazioni contate (e magari non pubblicizzi troppo la cosa…). Ancora più normale se giochi a Mantova: una buona squadra con qualche protagonista impegnato non solo a far canestro ma anche a indispettire i giocatori di colore con riferimenti…antichi, nella loro stupidità. Il trash talking a cui si è riferito Ramagli è stato fastidioso, omesso dagli arbitri ma non serve certo a giustificare la sconfitta: non è che tutte le volte che vai sotto riesci a rimontare. E se ce la fai, e poi ti spegni nel finale, è fondamentalmente colpa tua.

Ora arriva Bruttini e il roster si allarga. Primi effetti della nuova era in società, ma non va certo dimenticato chi ha tirato la carretta finora, individuando, tra l’altro, un pacchetto gestionale il cui rendimento è fuori discussione.

Se, guardando bene classifica e calendario, c’è una squadra che in questo momento può guardare il girone di ritorno con serenità, questa è la Virtus. Senza esagerare nel rifiatare, le buone abitudini vanno continuate.

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