Montano trascina una discreta Fortitudo alla vittoria contro Roseto


Vince la Fortitudo, viva la Fortitudo, ma…

di  Luca  Corbelli

Un super Montano doma una Roseto in calo e poco reattiva, dove, oltre a Smith, Fultz e Brandon, regna il nulla. Chi si aspettava una partita degna da parte dell’ex Amoroso non lo ha rimpianto, anzi, ne è rimasto deluso, perché Valerio ha deciso di non giocarla proprio questa gara: 1/6 al tiro e poca presenza, se non fosse per i nove rimbalzi presi in difesa, veramente troppo poco. E se lui avesse giocato una partita normale, diciamo, da dieci punti, sarebbe stata tutta un’altra storia e lo spettacolo ne avrebbe giovato.

Matteo Montano, guardia e playmaker della Fortitudo Bologna

Matteo Montano, guardia e playmaker della Fortitudo Bologna

Dicevo di Montano, è sempre lo stesso giocatore visto a Ferrara, dove in un amen aveva messo tre triple, e lo stesso visto a Imola, dove a mio avviso era stato l’unico a provarci da fuori. Molto contento anche per i suoi sei rimbalzi conquistati, (esattamente come Knox….) visti i cazziatoni assurdi e ingiustificati presi ultimamente.

Mancinelli, come al solito, se cercato con continuità regala perle di pallacanestro autentiche, se cercato con continuità; Ruzzier encomiabile, perché in quelle condizioni è difficile anche solo leggere il giornale, figuriamoci giocare una partita di basket, se poi in quella partita trovi il tempo anche per fare sette assist allora vuol dire che la forma fisica sta arrivando, ben venga; Gandini gioca una partita di sostanza e sicuramente è più centrato nel match rispetto a Knox che subisce in maniera perentoria l’atletismo di Brandon, e se a Imola aveva preso nove rimbalzi, fa decisamente un passo indietro catturandone sette. Nikolic decisamente peggio rispetto alle ultime uscite, e qualcuno gli deve anche spiegare che non è obbligato, ogni volta che gli fischiano qualcosa contro, un fallo o un passi, ad allargare le braccia in segno di stupore,  perchè entrambe le cose fanno parte delle regole del gioco.

Sufficienza, invece, per Candi, Italiano, Raucci e Campogrande che portano in maniera diversa il mattoncino alla causa.

Rimango sempre della mia idea: a questa squadra manca un tiratore affidabile da fuori, e non sono convinto che basti difendere forte, ruotando 12 giocatori, per vincere il campionato, così come rimango convinto che, se ci saranno le risorse economiche, a questa squadra verrà aggiunto qualcosa, uno o due giocatori, con ovvie altrettante partenze.

Le prossime quattro partite decideranno la griglia per la Coppa Italia: la Fortitudo domenica alle 14.15 (diretta Sky) si recherà a Piacenza, per una partita assolutamente alla portata, così come la successiva in casa contro Recanati, ultima in solitaria e seriamente candidata alla retrocessione diretta. Poi il derby e, infine Udine.                                  Solo con un suicidio di massa è possibile che non si qualifichi tra le prime quattro. Anche se, forse, non parteciparvi alle finali non sarebbe un dramma, ma utile per migliorare la condizione fisica, in vista dei play off, (ricordo che le finali di coppa sono a marzo appunto, a ridosso della fase che conta )   e per scongiurare infortuni che, giocando tre partite in tre giorni, possono essere dietro l’angolo.

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