Playoff A2: alla scoperta di Agrigento, prima avversaria della Fortitudo


La Effe inizierà i playoff in Sicilia, disputando le prime due gare al “PalaMoncada” di Agrigento. Andiamo a scoprire le caratteristiche della squadra di coach Ciani

– di Calogero Destro –

Franco Ciani, coach della Fortitudo Agrigento, durante un time.out (ph. Grandaangolo Agrigento)

Di nuovo un derby tra Fortitudo, ma stavolta al primo turno. I playoff dell’ “Aquila” bolognese, infatti, ripartiranno da Agrigento, dopo che nella passata stagione la truppa di Boniciolli si sbarazzò, peraltro contro pronostico, dei siciliani.

Fortitudo Agrigento: la garanzia è Ciani- La squadra di Moncada, signore dell’eolico siciliano, è da sei stagioni sotto la guida di Franco Ciani, coach udinese ma, oramai, agrigentino d’adozione. Tanto che nel 2014 gli è stata conferita, dall’allora sindaco Zambuto, la cittadinanza onoraria. La Fortitudo Agrigento non è di certo quella del 2014/15, quando il pesantissimo 0/2 ai liberi di Dudzinski a pochi secondi dalla fine di gara 4 contro Torino, fece svoltare il destino dalla parte di Giachetti e soci, che s’imposero infine in gara 5 infrangendo il sogno dei siciliani di una storica promozione in A1. In quella Moncada c’era pure Pendarvis Williams, fattore assoluto nella straordinaria cavalcata agrigentina e che a Bologna, sfonda Virtus, ricordano senza troppi rimpianti. Ma la squadra di Ciani non è nemmeno quella dell’anno passato, dal momento che entrambi gli americani, Martin ed Eatherton, sono partiti ( e con loro pure l’ottimo Saccaggi) per lasciar spazio a Buford – guardia/ala da 17.5 punti e 6.6 rimbalzi a gara e pericolo numero 1 per la Effe – e Bell-holter, centro affidabile e dalle mani discrete, che in stagione ha viaggiato a 12-7 punti e 7 rimbalzi di media. Ciò che è rimasto invariato è uno zoccolo duro importante, che rappresenta lo spirito di uno spogliatoio molto unito: dal capitano,  la guardia Marco Evangelisti, al piccolo play, l’agrigentino Alessandro Piazza, fino ad arrivare al temibile Albano Chiarastella, lungo argentino dai piedi veloci e in grado di aprire il campo. Per la Fortitudo Bologna sarà dura, intanto perché il “PalaMoncada” sarà una bolgia, e i suoi tremila, soprattutto contro una squadra che preoccupa per le due facce mostrate in stagione regolare tra casa e trasferta, potrebbero fare la differenza. Ma Agrigento non brilla da oltre l’arco: solo 30% su circa 23 tentativi a gara. La zona di coach Boniciolli, in questo particolare, potrebbe rivelarsi fondamentale. Due squadre che per certi aspetti sono dunque simili: percentuali basse dal perimetro, discrete ma non devastanti a rimbalzo, ma, soprattutto, provenienti da un percorso pluriennale sotto la guida di un allenatore esperto. Quest’ultima componente, una delle più interessanti della serie, potrebbe indirizzare la serie, e sancire, l’inizio o la fine di un cammino, il fallimento o la prosecuzione di un progetto tecnico.

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