Poca Virtus al Pala De Andre’ ma il primato è ancora salvo


Ravenna bissa il successo dell’andata con un inizio dominato

di Alberto Bortolotti

Umeh in azione contro Ravenna

Non si può incominciare sempre a giocare nel secondo tempo. Talora riesci a recuperare ma le probabilità scemano fatalmente. Va peraltro riconosciuto che la Segafredo ha tante attenuanti, roster corto, acciacchi e Bruttini per ora impalpabile. Migliorerà.
Ramagli rimarca il fatto che rigirarla era veramente difficile e ha vinto chi ha meritato. Occorre ritrovare un po’ di salute.
Il Pala De Andre’ e’ un posto accogliente. Si entra senza formalità e il contenitore resta moderno pur non essendo più un posto nuovo. Entrano in tanti ma non la Virtus che resta sul pullman. Sotto di dieci a fine primo quarto e di 23, poi ridotti a 19, alla sirena di metà gara. Nemmeno Lawson, che pure irrobustisce il tabellino dei punti segnati, 10 su 25, viaggia pur sempre sotto il 50%. Bruttini mette l’unica bomba, su nove tentativi, ma da sotto sbaglia l’impossibile. La difesa terna il modello dell’ipnosi sugli avversari però non funziona. Ravenna ha meccanismi collaudati.
Pajola e’ il migliore e Rosselli dopo 3′ del terzo quarto mette una bomba promettente.
Due bombe di Tambone e una di Raschi annullano i potenziali effetti dell’1-3-1 di Ramagli. Il resto è tempo che manca al termine. Gara che sembra chiusa ma è riaperta con 11 punti consecutivi di Umeh. Poi tecnico a Rosselli e palla persa di Lawson sotto paniere. Bomba di Spizzichini. E una inopinata palla persa di Pajola riassegna la vittoria a chi bisogna riconoscere che se l’e’ guadagnata.

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