Quando un tiro cambia la partita: questo è il basket!


 Ho deciso di prendere in esame la partita contro la Bondi Ferrara per far capire la differenza tra la vittoria della Fortitudo e la sconfitta della Virtus, partendo proprio da quell’ultimo tiro

di  Luca  Corbelli

Ferrara contro la Segafredo segna l’ultimo tiro che gli consente di andare ai supplementari e poi vincere, mentre contro la Kontatto lo sbaglia e di fatto sancisce la propria sconfitta. Quindi solo un tiro di differenza tra sconfitta e vittoria, con tutto quello che ne consegue; depressioni ed esaltazioni: questo è il basket!

Come sono arrivate le due squadre a questo finale? La partita sostanzialmente è scivolata via sul binario dell’incertezza, con la Fortitudo prevalentemente avanti nel punteggio, con attori diversi, Mastellari e Nikolic e due costanti: Cortese e Bowers da una parte e Mancinelli e Knox dall’altra.

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Il tiro di Mancinelli, qui in azione contro Bowers, ha deciso la gara tra Fortitudo Bologna e Ferrara

Stupisce che Trullo lasci tanti minuti in campo Cortese (super giocatore a mio modesto parere) quando, utilizzandolo per meno tempo, potrebbe accrescerne la pericolosità e la lucidità, quindi diventare ancora più produttivo per la sua squadra; zero punti nei primi due quarti con uno 0/4 dal campo e poi ben 21 nei secondi due. Incuriosisce perché non cambi Bowers gravato di 4 falli per fargli giocare i minuti finali della partita, quando invece li deve guardare dalla panchina perché ha commesso il 5 fallo. Affascina invece chissà cosa avrà detto alla squadra nel time out prima della rimessa di Ruzzier per Mancinelli, che ha di fatto deciso la partita, quando tutto il palazzo sapeva che la palla sarebbe arrivata a Mancinelli, e proprio lì è arrivata…

La Fortitudo gioca una partita su livelli realizzativi straordinari e pesca canestri da 3 punti praticamente da tutti i propri effettivi, eccezion fatta per Ruzzier; ha uno straordinario Knox nella parte davanti, quella realizzativa, ma che risulta ancora impacciato e perennemente in ritardo in quella difensiva, il che gli costano in avvio subito 2 falli e tanti minuti in panchina, (anche venerdì 5 rimbalzi di cui l’ultimo a 3 secondi dalla fine, altrimenti solo 4 rimbalzi in 20 minuti giocati ) e un Mancinelli immenso per presenza e leadership costante, ogni volta che la squadra va da lui spalle a canestro, il “manuale del basket” viene aperto e ne nasce praticamente sempre qualcosa di produttivo: punti, falli subiti, assist per i compagni, una delizia guardarlo.

Le 8 palle perse nel primo quarto, veramente insolite, fanno seguito ad un deciso miglioramento nel resto della gara: 1 nel secondo, 5 nel terzo e nuovamente 1 sola palla persa nel quarto decisivo, l’ultimo.

Ruzzier cresce nel minutaggio e nella forma e fa crescere il volume di gioco per tutti i compagni. Se ogni tanto guardasse anche il canestro non dispiacerebbe. Candi ha dimostrato di essere umano, giocando una partita normale e non straordinaria come ci aveva abituato. Nikolic sembra essere in questo gruppo da sempre, ma c’è un aspetto che non comprendo: l’atteggiamento del coach nei confronti di Montano, che gioca un finale di secondo quarto strepitoso, da solo contro Ferrara, 9 punti in un attimo e porta i suoi al riposo avanti di 5 e nell’arco della partita non commette errori ne meno ne più pacchiani di altri per meritarsi cazziatoni assurdi.

Incuriosisce che ad inizio terzo quarto Boniciolli per ben 5′ operi un solo cambio, Knox per Gandini a 6’54” e la squadra reagisca ottenendo il massimo vantaggio 45 a 54 per poi, quando ricomincia la girandola di cambi, subire un 12 a 4 di parziale che riporta l’incontro sulla sostanziale partita 57 a 58. Stupiscono i 7 cambi in poco più di 5′. Affascina cosa potrebbe diventare questa squadra con uno specialista nel tiro da 3 punti .

Poi ci sono i signori in grigio dei quali non parlo mai, ma venerdì hanno fatto 2 fischiate talmente assurde da essere commentate. La prima, un canestro assegnato alla Fortitudo per interferenza di Roderick, ha preso sì la palla in parabola discendente dopo un tiro ma è anche vero che quel tiro era almeno a 30 cm dal ferro. La seconda, un canestro assegnato a Cortese, quando dopo il fischio ha fatto un ulteriore palleggio, per poi proseguire il terzo tempo segnando e subendo fallo, buono canestro e un tiro libero.

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