Ramagli e Boniciolli, un identikit dopo tre mesi di stagione


Un’analisi di Ramagli e Boniciolli a tre mesi dal via della stagione. Gli allenatori di Virtus e Fortitudo hanno una storia diversa ma un obiettivo comune

– di Luca Corbelli –

Oggi voglio parlare dei due allenatori di Virtus e Fortitudo Ramagli e Boniciolli.

Matteo Boniciolli

Matteo Boniciolli, coach della Fortitudo

Boniciolli che è nato il 18 aprile del 1962, prima di essere firmato alla Fortitudo nel febbraio del 2015 aveva avuto esperienze in sette diverse società italiane: Udine, Fortitudo, Messina, Teramo, Avellino, Virtus Bologna, Virtus Roma e poi di nuovo Fortitudo Bologna. Con Udine nel 2000 ha conseguito la promozione dalla Lega2 alla Lega1, con Avellino nel 2008 ha vinto la Coppa Italia e con la Virtus Bologna ha vinto l’EuroChallenge nel 2009. Ramagli che è nato il 1 aprile del 1964 prima di essere firmato dalla Virtus in questa stagione ha avuto esperienze in nove società italiane: Livorno, Biella,Pesaro, Treviso, Reggio Emilia, Teramo, Verona, Siena e Virtus Bologna. Con Biella nel 2000 come vice di Crespi ottenne la promozione dalla Lega2 alla Lega1, impresa che gli riuscì nuovamente a Pesaro nel 2007 ma da capo allenatore.

Sostanzialmente i due allenatori hanno in comune il mese di nascita ed una promozione a testa da capo allenatore, Boniciolli a Udine e Ramagli a Pesaro. Ovviamente Boniciolli ha vinto di più e ha anche accumulato due esperienze internazionali ad Ostenda e in Kazakistan, ed è stato anche nominato miglior allenatore della SerieA nel 2007. Questo per fare un quadro sulle carriere dei due allenatori.

Avendoli osservati in questi tre mesi, mi sento di poter dire tranquillamente dire che Boniciolli ha accettato una sfida talmente grande con sé stesso da snaturare persino il suo credo, ha costruito una squadra che non assomiglia nemmeno lontamente a quella che ha fatto innamorare tutti nuovamente della Fortitudo e che soprattutto non può giocare come quella della scorsa stagione. È andato contro la sua natura pur di dimostrare che lui fa diventare un buon difensore anche chi non può difendere cambiandogli la mentalità e che può vincere anche con loro grazie alle proprie capacità. Chiaramente ha capito di aver sbagliato ed è corso ai ripari intervenendo da subito cambiando Roberts e, da quanto si legge su i quotidiani e dai rumors degli addetti ai lavori, ci dobbiamo aspettare altri cambiamenti perchè nonostante il tormentone assurdo “siamo la squadra più forte del campionato” si è accorto che non è vero. Personalmente mi aspetto il taglio di Knox e di uno tra Gandini e Italiano, penso anche che Campogrande sia chiaramente chiuso dall’arrivo di Nikolic e dalla possibilità di vedere il duo Ruzzier-Candi spesso in campo assieme quindi verrà girato a qualche squadra per fare esperienza.

Alessandro Ramagli, coach della Virtus

Alessandro Ramagli, coach della Virtus

Ramagli sta dimostrando di essere un allenatore con grande personalità e idee chiarissime, ma contrariamente al suo collega non ha bisogno di raccontare che fa giocare i giovani, perchè li fa giocare e lo vediamo tutti, ma sopratutto vediamo che stanno crescendo più o meno tutti e cominciano ad essere decisivi in più di un occasione. Ha costruito assieme al suo General Manager una squadra solida, con quattro italiani di esperienza ai quali ha aggiunto due stranieri tra i più adeguati dell’intera Serie A2. La sua squadra gioca fino ad ora una pallacanestro solida fatta di una difesa aggressiva ed un attacco importante per punti segnati, improntato sulle buone mani dei suoi due stranieri ma anche su un equilibrio di squadra notevole. Ha raccolto una sfida importante e affascinante che è quella di riportare i tifosi a seguire la squadra dopo l’annata tragicamente storica per la prima ed unica retrocessione della storia della Virtus. Non era per niente una sfida scontata e per il momento sembra non esserne spaventato. Praticamente non ha mai avuto Ndoja ma non si è eccessivamente lamentato, contrariamente a chi è riuscito a lamentarsi di non poter schierare uno straniero quando era stata una sua scelta precisa. Personalmente mi aspetto l’inserimento di un giocatore italiano per allungare le rotazioni e dare consistenza.

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