Un lusso di troppo: quando gli americani diventano ingombranti


Siamo abituati a vedere gli americani del basket come delle pedine fondamentali per ogni squadra, soprattutto in A2. Ma in questa stagione, con due giocatori di altrettante pretendenti alla promozione, qualcosa non sta andando secondo i piani

di Calogero Destro

La gara di domenica scorsa tra Fortitudo Bologna e De Longhi Treviso, che ha visto trionfare la squadra di coach Boniciolli con un roboante 83-53, ha probabilmente messo in mostra le due versioni – quella migliore, nel caso della “F”, quella peggiore, per quel che riguarda i veneti – più sbilanciate, in senso positivo e negativo, dell’intero campionato delle due compagini. Ma in campo non si potevano non notare la prestazione di Knox, centro sempre più discusso dei biancoblu, e quella di De Cousey, tenuto in panchina per quasi tutta la gara e solo per pochi minuti sul parquet, peraltro in pieno garbage time.

Justin Knox, l’americano in forza alla Fortitudo Bologna

Un lusso di troppo-  Il fatto è che non si tratta di due giocatori come tutti gli altri. Sia il centro nativo di Tuscalusa che la guardia uscita dalla Temple University, dovrebbero infatti far parte del duo che ogni squadra ha disposizione per alzare il proprio tasso tecnico-qualitativo, di quel binomio di giocatori americani deputati a numeri importanti, almeno quanto le cifre dei loro contratti. Si è usato il condizionale non senza precise ragioni: i due cestisti statunitensi “dovrebbero” essere i pilastri di Fortitudo e Treviso ma non è affatto così. Perlomeno fino a questo momento della stagione. I numeri, infatti, parlano chiaro: Knox viaggia in stagione a 13.6 punti, 7 rimbalzi in 27 minuti di media, tirando con il 56% da 2 e col 77% ai liberi. De Cousey  ha fatto registrare fin qui  9.3 punti, 4.1 rimbalzi e 1.4 assist in 23.5 minuti di media, tirando con il 50% da 2 e appena il 24% dalla lunga distanza.

Quenton De Cousey, l’altro americano in campo in Fortitudo Bologna-De Longhi Treviso

E se nel caso di Knox i dati potrebbero un minimo ingannare, nel caso di De Cousey le cifre si dimostrano impietose. I motivi di un campionato non brillantissimo sono differenti: il centro fortitudino sembra non essersi integrato al meglio negli schemi di Boniciolli, eclissandosi, a volte, nei momenti decisivi delle partite. Ma con l’arrivo di Legion – e dunque qualche responsabilità in meno e qualche spazio in più – le cose per lui potrebbero migliorare. Diverso il discorso per De Cousey, che in alcune partite, come quella di domenica scorsa, non è stato nemmeno preso in considerazione da coach Pillastrini, che sembra non essere soddisfatto delle scelte operate in estate (e probabilmente nemmeno in condizione, a livello decisionale, di poter cambiare le cose in corsa). Giocatori che ti possono far vincere le partite, indirizzare una serie e una stagione intera. Talvolta diventano un lusso. Un lusso di troppo, di cui, come quei vizi piacevoli e distruttivi, è spesso difficile liberarsi.

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