Una riforma logica dei campionati di basket


A1 a 18, A2 in gironi “orizzontali”, salvaguardia degli italiani e della solidità economica dei club

di Luca Corbelli

Venerdì 27 ci sarà il Consiglio Federale e molto del futuro della pallacanestro Italiana passerà dalle decisioni che verranno prese. Stimolato dalla performance tv di Marco Bonamico, nostro ospite lunedì  sera, provo a dire quello che mi piacerebbe.

Marco Bonamico tra Alberto Bortolotti e Luca Corbelli, ospite lunedì sera, a Il Pallone Gonfiato Basket

Serie A a 18 squadre: ora sono 16. Occorrono controlli approfonditi sulla solidità economica dei club e relativi impianti di gioco.  Ogni squadra composta da sei Stranieri e sei Italiani di passaporto o formati (questa cosa assurda dei “formati”, purtroppo, ormai, dobbiamo tenercela).
Però, per intenderci, farei decadere l’idea di “passaportato”. Se sei italiano vuol dire che paghi le tasse, quindi perché non puoi giocare a basket con gli stessi diritti degli altri connazionali?
Capitolo retrocessioni: due. Una diretta, l’ultima va giù mentre la seconda esce da un play-out tra diciassettesima e sedicesima.
Serie A2: due gironi, est e ovest, vanno benissimo anche se mi sembra cervellotico aver diviso verticalmente una nazione “stretta” e lunga. Mi sembra più adeguato istituire due gironi chiamandoli Girone A  e Girone B senza scimmiottare la Nba, cercando di equlibrarli per valori in campo e in termini di spese per le trasferte. 20 squadre con un campionato unico sarebbe perfetto, ma dire a 12 club “fuori” diventa complicato, anche se basterebbe applicare tre criteri inconfutabili;

a)  Solidità economica del club
b)  Validità dell’impianto di Gioco
c)  Spettatori paganti presenti.

A mio avviso non ci sono sufficienti giocatori Italiani per coprire adeguatamente e rendere competitive in egual misura le 32 squadre con conseguente livellamento verso il basso dei valori in campo.

Due promozioni, la prima spetta a chi vince la stagione regolare, che sale direttamente, valorizzando, così, le buone scelte iniziali. Inserirei anche, come era una volta, la possibilità di accesso ai play-off di A per giocarsi lo scudetto,  con uno spareggio contro l’ottava, con la partita di ritorno in casa della squadra di A2, differenza canestri e via. So perfettamente che ci sarebbe una grande disparità di “valori tecnici “ in campo, ma mai dire mai..
La seconda con i play-off incrociando i due gironi da subito esattamente come è adesso.

Non essendoci in A2 Coppe, giocare molte infrasettimanali, diciamo una si e una no. Organizzando con intelligenza i calendari non sarebbe un problema e si potrebbero iniziare sempre i campionati oltre la metà di settembre. Ai tifosi interessano le partite giocate, la gente vuol poter andare a vedere la propria squadra più spesso, e  ne gioverebbe tutto il movimento. In A2 mi piacerebbe vedere le squadre composte da dieci italiani di passaporto e due stranieri senza distinzione di provenienza.

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