Virtus e Fortitudo chiamate entrambe alla vittoria per le finali di Coppa Italia


Virtus e Fortitudo giocano entrambe in casa: vittorie obbligate per raggiungere le finali di Coppa Italia

di Luca Corbelli

La Virtus gioca questa sera, contro una rigenerata Trieste che viene da cinque partite vinte consecutive: Ravenna, Forli Recanati Piacenza e Udine. Una partita da non sottovalutare per non fare la mesta figura rimediata contro Ravenna.

Trieste è una squadra da corsa, e quindi molto pericolosa per chi è in riserva e per chi ha rotazioni ridotte, ma la Ramagli Band sta dimostrando con risultati positivi in serie che l’assenza di Ndoja diventerà un plus quando rientrerà in campo.

Virtus e Fortitudo affronteranno rispettivamente Trieste e Roseto per raggiungere le finali di Coppa Italia

Virtus e Fortitudo affronteranno rispettivamente Trieste e Roseto per raggiungere le finali di Coppa Italia

La Fortitudo, invece, gioca domani sera una partita sulla carta ostica, dato che Roseto è terza in classifica davanti alla squadra di Boniciolli, che in questo momento è settima, ma una squadra decisamente in calo. La Roseto vista domenica pomeriggio, ha giocato una partita scialba con poca voglia di portarla a casa, sono riusciti nel massimo utile con il minor sforzo, vincendo, ma guastando le coronarie di moltissimi rosetani, grazie al talento dei singoli e la pochezza di Chieti che unita a Recanati e Jesi a mio avviso, in questo momento del campionato,  le tre  più deboli del girone.

Cosa mi aspetto dalla partita di domani ?

Mi incuriosisce vedere se Knox dominerà sotto le plance e supererà lo score di nove rimbalzi presi a Imola, in quanto non avrà davanti gli oltre 2.10 cm del tandem Borra-Maggioli, ma l’1.95 cm di Sherrod. Vedremo se la squadra cercherà Mancinelli nei momenti di difficoltà,  con ostinazione, anche se dovessero arrivare degli errori; perché quando la palla va lì da lui, spalle a canestro, spesso, molto spesso nascono cose positive.

Vorrei essere piacevolmente stupito nel vedere la squadra con idee chiare in attacco, capace di leggere le criticità degli avversari e sfruttarle al meglio giocandoci contro.

Vorrei essere affascinato dal duello Raucci/Nikolic – Smith e dalle regie di Ruzzier – Fultz, vorrei vedere, per una volta, il vincitore festeggiare e non pontificare, lanciando strali assurdi e poco consoni, e chi perde non spiegare nulla ma concentrarsi sulla partita successiva.

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