Virtus e Fortitudo verso il raduno: situazioni ribaltate in un anno


Il punto della situazione in casa Virtus e Fortitudo a pochi giorni dall’inizio della prestagione. Tutto ribaltato a distanza di soli dodici mesi

– di Luca Corbelli –

Manca poco ai raduni delle squadre Bolognesi. È passato un anno e le situazioni si sono completamente “cappottate”. La scorsa estate i proclami di una società erano tutti improntati verso un probabile successo nei mesi a seguire, logica conseguenza di una stagione persa per un soffio, conclusa con la sconfitta in finale con Brescia. Sull’altra sponda si vivevano mesi mai vissuti prima, una retrocessione tanto improbabile quanto annunciata, ma sopratutto storica in quanto la Virtus non era mai scesa di categoria. poi sappiamo tutti cosa è successo nel campionato e come è andato a finire.

Oggi abbiamo due squadre su due livelli differenti; una in A che obbiettivamente ha costruito una squadra con intelligenza e competenza, cercando di arricchirla nei ruoli importanti con giocatori di prestigio, mettendo nelle mani del proprio allenatore la formazione più forte mai avuta in carriera; c’è un’ incognita importante da decodificare, la gestione di Aradori e i fratelli Gentile da una parte e il gruppo Usa dall’altra, con in mezzo il gruppo italiano “storico”. In ogni modo è sicuramente una squadra che incuriosisce e affascina. Milano, Avellino, Virtus e Venezia mi sembrano di buon livello.

Dall’altra una squadra nel gradino inferiore, la A2, dove si si è smesso di fare proclami assurdi e quanto mai deleteri (tra l’altro, alla verifica, risultati poi non veri), ma si continua a pensare in grande senza in realtà averne migliorato un gran che il valore. Nel costruire il gruppo si è chiuso il lavoro anzitempo, il 26 di Giugno, dichiarando anche come si intende farla giocare, per poi continuare a leggere di offerte fatte a “lunghi” in rinforzo o in sostituzione di quelli confermati, il che testimonia che si è a conoscenza di aver un deficit sotto canestro. Il frutto di questo lavoro è chiaramente sbilanciato, in positivo, nel reparto piccoli e troppo leggero sotto canestro, non mi affascina ma mi incuriosiscono il nuovo straniero nel ruolo di play, e il rapporto che si potrà instaurare tra Amici e l’allenatore. Poi il fatto di giocare con una coppia Usa nei piccoli non è da tutti e la A2 ha dimostrato negli ultimi anni che questa scelta non è vincente. Treviso, Trieste, Fortitudo e Udine mi sembrano squadre competitive.

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